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domenica 12 settembre 2010

Le dieci domande al Ministro Gelmini

Riporto le dieci Domande al Ministro Gelmini, formulate dall'Assemblea delle scuole di Milano

Il Ministro Gelmini, nella sua conferenza stampa del 2 settembre, ha affermato di non voler incontrare i precari in sciopero della fame, ma che avrebbe con piacere risposto a domande specifiche. La Yourcenar, nel suo “Memorie di Adriano”, fa dire all’Imperatore. “Aveva ragione quella postulante, che m’ero rifiutato un giorno di ascoltare fino alla fine, quando esclamò che se mi mancava il tempo per darle retta, mi mancava il tempo per regnare”. Non possiamo pretendere che il ministro dimostri la stessa sensibilità democratica di un imperatore romano. Così l’accontentiamo rivolgendole domande molto concrete, alle quali siamo certi vorrà dare risposta.

  1. Lei sa che i tagli alle elementari hanno cancellato qualsiasi possibilità di realizzare il vero tempo pieno, fatto di tempi distesi e di compresenze, di lavoro in piccoli gruppi, di progetti, di uscite e laboratori per favorire l’apprendimento di tutti?
  2. Cosa risponde ai genitori costretti a pagare un contributo “volontario” di 130/200 € in scuole che vantano, nei confronti del suo Ministero, crediti di 130/200.000 €?
  3. I paesi Ocse spendono in media il 5,7% del prodotto interno lordo per il sistema scolastico e l’Italia il 4,5%, come lo spiega?
  4. Sa che le 10000 assunzioni a tempo indeterminato di questo anno coprono una percentuale insignificante dei posti che ogni anno servono per far funzionare la scuola?
  5. Come mai non c’è un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità come prevede la legge, tanto che spesso questi alunni sono seguiti solo 4/6 ore a settimana?
  6. Lei è al corrente del fatto che nelle scuole medie la sua manovra ha avuto l’effetto di cancellare laboratori espressivi, italiano per stranieri, interventi di recupero e potenziamento?
  7. Ritiene sia giusto rispettare la legislazione sulla sicurezza? Sa che le classi con un minimo di 27 alunni e un massimo di 35 per classe, imposte dalla sua manovra, sono proibite da norme vigenti che impongono un massimo di 25 alunni?
  8. Aver cancellato le sperimentazioni nei Licei, ispirandosi alla riforma del 1923, risponde ad una esigenza di rinnovamento? Aver tolto ai Licei Artistici l’11% del tempo scuola e ai Linguistici il 17% equivale ad un “potenziamento dell’offerta formativa”?
  9. Come giustifica l’aver ridotto drasticamente l’orario degli Istituti Professionali e Tecnici, tagliando su quelle materie che ha affermato di voler potenziare? Sa che le attività di laboratorio diminuiscono del 20/40%? Vuole che le forniamo le tabelle di confronto?
  10. Quali motivazioni didattiche l’hanno spinta a eliminare ore di lezione, negli Istituti Tecnici e Professionali, anche nelle classi successive alle prime? Ritiene giusto che chi si è iscritto ad un percorso prima della “riforma”, scopra che è stato cambiato a metà strada?

Assemblea delle scuole del milanese

giovedì 3 settembre 2009

La scuola nell'Italia di oggi

Questo blog è nato l'anno scorso con l'intento di utilizzare le tecnologie del Web per comunicare con gli studenti e come stimolo per la comprensione della fisica e della matematica. Ora è difficile continuare, perché vengono a mancare gli studenti.
Quest'anno il Governo ha messo in pratica i tagli previsti dalla legge 133 (Art. 64, legge 133) ed io come migliaia di altri docenti abilitati non ho avuto l'incarico annuale.
Il numero di studenti per classe è stato aumentato, come questo possa comportare una migliore qualità ed un maggior rigore rimane un mistero.
La scuola e l'educazione dei ragazzi dovrebbero essere al centro di ogni politica ed anche in periodo di crisi andrebbero incentivati.
Un mondo migliore e più giusto non può esserci senza cultura e conoscenza. Ed ogni studente dovrebbe poter accedere alla migliore istruzione possibile.

sabato 18 aprile 2009

Terremoti, scienza e dita incrociate

E' il titolo di un intervento molto bello di Marco Cattaneo (direttore di Le Scienze) sul suo blog:
cattaneo-lescienze
Le domande che pone Cattaneo si basano anche su un convegno tenuto l'altro giorno all'Università di Napoli,coordinato dal rettore Guido Trombetti (un matematico).
Il convegno dal titolo: "Si possono prevedere i terremoti?" (la prima presentazione è di Paolo Gasparini, uno dei maggiori sismologi al mondo, la seconda è di Giuliani) si può visionare qui:
http://www.dol.unina.it:8445/Mediateca/Evento/player.jsp?idevento=145061
E' di due ore e contiene alcuni dettagli tecnici, ma illustra bene come procede la ricerca e il dibattito scientifico: ragionando sui fatti,cercando di spiegarli alla luce della razionalità senza supponenza e certezza, sottoponendo i propri risultati in maniera chiara agli altri esperti, consapevoli che nella scienza le verità sono provvisorie.

lunedì 6 aprile 2009

Il terremoto in Abruzzo

Oggi dopo la scuola vengo a sapere del disastro causato dal terremoto in Abruzzo.
Il terremoto in accordo alla scala Richter è stato di magnitudo 6.3. La scala Richter è definita tramite il logaritmo e misura l'energia sprigionata dal terremoto.

Il terremoto in Abruzzo è stato meno forte di quello avvenuto in Giappone l'anno scorso (magnitudo di 7.2), ha rilasciato un'energia circa 30 volte più piccola, ma ha causato molti più danni e morti. Come mai invece in Italia terremoti di intensità media fanno molti più danni?
Vi lascio alle considerazioni che fa Marco Cattaneo, il direttore delle Scienze, sul suo blog.

"Se è vero che anche gli edifici moderni hanno subito danni irragionevoli, ancora una volta si pone il tema del controllo della qualità delle costruzioni. Un terremoto così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto." Franco Barberi, presidente onorario commissione Grandi Rischi, 6 aprile

sabato 24 gennaio 2009

Obama e la scienza

Il discorso di insediamento di Obama è da leggere.
E’ un segno di cambiamento eccezionale, specialmente se si confronta con quello che c’era prima, con le idee di Bush. Credo che coinvolga tutti noi, anche se siamo in Italia e non in America. Può fare da esempio, da modello.
Per quanto riguarda la scienza, l’ambiente e la scuola segnalo i seguenti passi:

"Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell’assistenza sanitaria e abbassarne i costi.
tare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche.
Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche."
E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.

"Mai più tortura in America, torniamo alla Costituzione"

"Vinceremo la battaglia contro il terrorismo ma rispettando i nostri valori, i nostri ideali, la nostra Costituzione e la Convenzione di Ginevra".

«quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali».

«l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta. »

e per finire questo elogio dei vantaggi del mescolamento di culture.

«Perché noi sappiamo che il nostro retaggio “a patchwork” è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra;»

Il testo integrale del discorso (nella versione tradotta) è disponibile qui:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-insediamento/testo-discorso-italiano/testo-discorso-italiano.html